Chi sono

Psicologo-Psicoterapeuta esperto in Psichiatria e Psicologia Forense e Neuropsicologia Clinica

Svolgo l’attività di psicoterapia psicoanalitica individuale o di gruppo per adolescenti e adulti e sono Consulente Tecnico d’Ufficio e Perito presso il Tribunale Ordinario e presso il Tribunale per i Minorenni di Catania.

Ho effettuato l’analisi didattica con il Dr. Riccarco Romano, Psicoanalista Ordinario con Funzioni di Training della SPI e ho svolto numerose supervisioni con altri Psicoanalisti catanesi.

Psicologo ad orientamento psicoanalitico, allievo del Dott. Riccardo Romano, ho due Master Universitari di II Livello: in “Psichiatria e Psicologia Forense” ed in “Neuropsicologia Clinica: Età evolutiva, Adulti e Anziani”. Nel 2012, mi sono laureato a Torino in “Scienze della mente” e, nel 2013, mi sono abilitato alla professione di Psicologo. Ho frequentato per un anno il Corso di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescente e del Giovane Adulto all’A.R.P.Ad. di Roma, dove ho vinto una borsa di studio e pubblicato su rivista scientifica un articolo dal titolo “Il Concetto di giustizia” (Rivista AeP-Adolescenza e Psicoanalisi, Magi Ed., 2017).

Ho concluso la formazione come Psicoterapeuta presso la Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica di Catania. Da anni lavoro come Consulente Tecnico presso il Tribunale di Catania, svolgendo l’attività di Psicologo forense in ambito civile e penale, con minori e adulti. Durante gli anni di formazione, ho lavorato alla Neuropsichiatria Infantile dell’ASP di Torino, al Centro per gli Adolescenti dell’ASP di Catania, al Servizio per le Dipendenze dell’ASP di Catania, al Presidio Sanitario “San Camillo” di Torino, alla Casa di Cura “Villa dei Gerani” di Catania e presso diverse Cooperative Sociali. Sono stato socio dell’Associazione Italiana Dislessia, Socio della Società Italiana di Psicoterapia Forense e Socio dell’Associazione Vinciamo il Gioco di Milano.

Mi occupo principalmente di aiutare le persone a raggiungere un maggior benessere psicologico, offrendo sostegno nel difficile percorso di crescita personale di adolescenti, giovani-adulti e adulti. A differenza di molti psicoterapeuti, ho svolto un lungo e intenso percorso di analisi personale con uno Psicoanalista con Funzioni di Training riconosciuto dalla International Psychoanalytical Association e questo mi ha permesso di capire ed affrontare in prima persona le difficoltà e le resistenze inconsce insite nel processo di cura.

Ecco come la penso

Riconoscere i propri problemi è sintomo di benessere.

Andare in terapia non significa “essere pazzi”, non è qualcosa di cui vergognarsi, anzi, al contrario, significa essere maturi, significa riconoscere i propri problemi e volerli affrontare.


Molte persone soffrono di problemi psichici ma hanno paura a dirlo.

Spesso chi va dallo psicologo ha paura di venire deriso o stigmatizzato dagli altri. Purtroppo questo discorso vale nei paesi più ignoranti, bigotti ma soprattutto dove esiste la paura, perché ciò che viene temuto si cerca di sminuirlo, allontanarlo, stigmatizzarlo, anziché cercare di comprenderlo e approfondirlo.

La psicologia è una scienza come le altre.

Molti che deridono la psicologia sono persone che ne hanno timore, nel senso che hanno timore di scoprire dentro se stesse che l’Inconscio esiste e che gran parte della vita psichica è inconscia, non prevedibile, non controllabile.


Complici di tali paure sono anche molti medici abituati a non riconoscere i problemi psichici

Comportando così al paziente grosse sofferenze per non essere capiti, aumento della vergogna e chiusura in se stessi. Queste paure non fanno altro che complicare l’accesso alle cure, rischiando di cronicizzare la sintomatologia psichica, portandola verso un aggravamento.

Il rischio è di rimanere bloccati in uno stato di non-vita.

Per timore di quello che la gente può pensare, per paura di sentirsi diversi. Il danno maggiore lo subiscono quelle persone che, paradossalmente, non riescono a “prendersi in giro” ma che non riescono nemmeno a cambiare idea, andando un po’ controcorrente, affermando se stesse ed il proprio modo di stare al mondo.


Sempre più spesso la medicina e la società tendono a chiudere in schemi prevedibili e controllabili le persone.

Mostrando difficoltà ad accettare la complessità della vita,
riducendola ad una routine giornaliera monotona e meccanica, controllabile e
prevedibile.

Avere accanto qualcuno che rispetta il dolore psichico è fondamentale per aprirsi e confrontarsi più serenamente con le proprie difficoltà e con se stessi.

Rivolgersi ad un professionista psicologo serio e preparato permette di avere davanti a sé qualcuno che è in grado di riconoscere la complessità dell’essere umano.


La vita non è sempre semplice e lineare come appare.

Chi ha fatto un lungo percorso di analisi personale lo sa benissimo e dovrebbe essere maggiormente capace di non chiudersi in pregiudizi e preconcetti ingannevoli e riuscire ad “andare oltre”, in fondo, oltre le apparenze dei comportamenti, verso il profondo della personalità.

Le persone con problemi psichici, che soffrono perché non capite, non rientrano in diagnosi preconcette e statiche.

La diagnosi è come una fotografia: statica, scattata da uno specifico fotografo, con una specifica macchina fotografica, in uno specifico momento.


La psiche è dinamica.

Le persone cambiano, cambiano le loro idee ed i loro modi di vivere. Ognuno ha un suo punto di vista ed un suo modo di vedere le cose. L’individualità della psiche va protetta e rispettata.

Andare da uno psicologo non è come parlare con un amico o un parente.

Essere più aperti, privi di pregiudizi e disponibili ad ascoltare è una facoltà che si acquisisce nel tempo con l’esperienza personale e professionale, attraverso l’analisi personale, le supervisioni con professionisti didatti e attraverso una formazione accademica specialistica.

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